Top Panel
Apri
Top Panel

Login Form






Password dimenticata?

Visitatori:

serve ancora sangue brand
giovedý 17 luglio 2014
sangue_artificiale.gif
 
UN CORDONE CHE SALVA UNA VITA
domenica 09 giugno 2013

Con il cordone donato salvate 30 mila persone nel mondo

Il cordone ombelicale non serve soltanto per nutrire un bambino quando ancora si trova nel ventre della madre, ma può servire anche a contribuire alla speranza che spessissimo si trasforma in realtà, di restituire una vita a chi potrebbe perderla perché affetto da una malattia che viene definita incurabile.Il cordone ombelicale contiene le cellule staminali del sangue la cui particolarità è che sono utili con trapianto allogenico, cioè nei casi in cui donatore e ricevente sono diversi, per combattere malattie come talassemie, leucemie, linfomi, immunodeficienza e difetti metabolici.In tutto il mondo sono 150 le banche del cordone ombelicale, ci sono 600mila donazioni disponibili congelate e sono stati effettuati 30mila trapianti.Le staminali del sangue cordonale sono poi emopoietiche: riescono, cioè, a generare tutte le cellule del sangue, globuli rossi, bianche e piastrine.

Con le staminali e la terapia genica, Il futuro infatti lascia intravedere alcune importanti applicazione terapeutiche per la soluzione di altre serie e diffuse malattie: 

  • v  rigenerazione del miocardio 
  • v  ricostruzione del midollo spinale 
  • v  cura di malattie muscolo-scheletriche 
  • v  cura di malattie del fegato, rene, retina, cornea, apparato uditivo 
  • v  cura di malattie metaboliche 
  • v  ricostruzione ossea  
Ha spiegato Rebolla al Corriere della Sera:“Delle cellule staminali (provenienti dal midollo osseo ndr) conservate se ne utilizza circa il 5% perché servono per un numero limitato di malati. Rispetto al sangue midollare, per quello ombelicale serve una compatibilità meno stringente: bastano 4 fattori genetici su 6 contro i 6 su 6″.Non tutti i cordoni donati possono essere utilizzati. La riuscita del trapianto è legata alla quantità di cellule isolate. Ma conservarle costa. Così vengono selezionati solo i cordoni “più ricchi”. Le ultime ricerche, però, stanno puntando ad utilizzare anche i cordoni ombelicali oggi scartati. Una valorizzazione delle donazioni di genitori generosi e un possibile aiuto per molti malati.

NUOVE FRONTIERE - Nel convegno dell'8 giugno,  che si svolgerà a Milano, si parlerà proprio di come utilizzare quei cordoni ombelicali che oggi vengono scartati con nuovi prodotti (ad esempio un nuovo gel piastrinico che ha una particolare efficacia terapeutica per ulcere cutanee). «Questi nuovi emocomponenti consentiranno di valorizzare la generosità che molti genitori manifestano verso la donazione a favore della collettività, rispetto alla conservazione commerciale autologa» conclude Rebulla. Ospite d'eccezione Eliane Gluckman da Parigi, celebre ematologa che nel 1988 eseguì il primo trapianto di cellule staminali da sangue cordonale su un bambino affetto da anemia aplastica.In tutte le regioni italiane sono presenti centri che consentono questo nuovo tipo di donazione. Per la nostra Regione è sufficiente entrare nel sito dell’ASUR regionale per avere tutte le  informazioni relative alla donazione del sangue del cordone ombelicale. Donare il cordone ombelicale consente di essere mamma due volte, ma anche papà due volte, ed ancora nonni due volte perché il percorso della donazione è fatto insieme,nascituro,  mamma, papà e nonni (per le informazioni relative al gentilizio del nascituro).  cordoneombelicale.jpg
 
Chirurgia senza sangue
giovedý 23 agosto 2012

 

 

- Donatori in calo, e così nelle urgenze

si fa strada la

"chirurgia senza sangue" -

 

Nel numero di Giugno 2012 della rivista medica DOCTOR - Aggiornamento e formazione per il medico, appare un redazionale di Fabio Fioravanti dal titolo  << Donatori in calo, e così nelle urgenze si fa strada la "chirurgia senza sangue" >> L'uso di colle nelle rotture della milza e l' "impacchettamento" del fegato in caso di emorragie consentono di ristabilire l'equilibrio emodinamico senza uso di trasfusioni: anche in Italia ormai in un caso su dieci si eseguono interventi con tecniche bloodless.

 

Tutto questo potrebbe far pensare che ormai le donazioni di sangue siano obsolete, non servano più. E' vero il contrario, ma la scarsità delle scorte (i donatori diminuiscono del 6 per cento l'anno a fronte di una crescita del 3,5 per cento nella richiesta), il rischio di infezioni e il costo hanno fatto si che venissero sviluppate strategie di "buon uso del sangue".

 

La "chirurgia senza sangue" si avvale di tecniche diverse, volte a ridurre il più possibile la perdita di sangue durante gli interventi e a contenere anche le perdite legate a grandi eventi traumatici.

Il professor Piero Chirletti, Ordinario di Chirurgia Generale alla Sapienza Università di Roma e Presidente SICUT spiega che: " In chirurgia d'urgenza l'approccio è sempre più conservativo: «prima anche la più piccola lesione della milza portava all'asportazione dell'organo, ma l'uso delle colle ha ridotto questo evento del 95 per cento migliorando la qualità di vita dei pazienti».

Altre tecniche, che vanno dall'uso di bisturi a ultrasuoni e ad Argon, sino all'utilizzo di dispositivi medici, matrici emostatiche, adesivi tissutali a base di collageno,colle di fibrina e sigillanti biocompatibili vanno nella direzione del risparmio di sangue e della riduzione del rischio comunque associato alla trasfusione di sangue.

«Gli interventi eseguiti con le tecniche "bloodless" - spiega ancora Chirletti - costano il 25 per cento in meno rispetto a quelli eseguiti con le tecniche tradizionali. Inoltre, si riduce di circa il 50 per cento il tempo di recupero del paziente e il periodo di degenza in ospedale». Importanti i riscontri anche sul versante del risparmio di sangue per le emotrasfusioni.

 

In attesa di conoscere gli sviluppi di queste nuove tecniche, delle quali peraltro auguriamo la effettiva fase di standarizzazione, continuiamo a fare proseliti perché, oltre a necessità acute di sangue (come per interventi e/o trattamenti di esiti traumatici maggiori), restano sempre quelle persone che necessitano quasi quotidianamente di emotrasfusioni (come ad esempio i soggetti affetti da leucemia) per i quali nessuna riduzione di sanguinamento e/o uso di colle oggi riescono a tenerli in vita.

                                                        

     

 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 4 di 6