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Epatite c
venerd́ 14 dicembre 2007

 

Epatite C,  i rischi dei tatuaggi

 

Molti giovani sono invogliati dalla riproduzione sulla loro pelle  mano.jpg

di frasi e  color,i testimonianze di appartenenza ad un gruppo.

Molti invece prendono come modelli chi è sempre alla ribalta come 

calciatori, vip,  subrettes più o meno note, contanti "dell'ultimo grido".

Così facendo non si accorgono che cresce il rischio di infezione per tatuaggi,

piercing e alcuni trattamenti estetici, come pedicure, manicure, rasatura al

barbiere, fatti senza il rispetto di norme igieniche accurate. 

Riprende quindi l'allarme per i rischi di contrarre epatite B e C lanciato  dall'Associazione Italiana per lo

Studio del Fegato.

L'epatite B e C rappresentano, insieme all'alcol,  la causa più frequente di malattia cronica del fegato,

cirrosi epatica ed epatocarcinoma.

In totale le patologie epatiche croniche colpiscono in Italia 8 milioni di  persone e provocano oltre

20.000 morti l'anno.

«L'infezione - spiega Antonio Gasbarrini, professore di Terapia medica  dell'Università Cattolica di

Roma - colpisce il 2/3% della popolazione, oltre un milione di persone, e almeno il 10% di chi si

contagia è destinato a sviluppare cirrosi e tumore    del fegato nel corso della propria vita.

L'evoluzione lenta e silenziosa della malattia ostacola però l'astensione dai comportamenti a rischio e

le cure con farmaci antivirali (interferone alfa peghilati e ribavirina), che se attuate precocemente,

possono scongiurare il rischio di ammalarsi di cirrosi o cancro del fegato».

     

Limitare l'uso di alcol e l'effettuazione di controlli periodici del sangue nelle persone più a

rischio sono le azioni preventive più efficaci.orecchio.jpg

I donatori di sangue, quelli di età anagrafica più giovane, che si

apprestano a voler entrare nella famiglia dell'Avisina, potrebbero

avere in più e gratuitamente questa ulteriore opportunità, fermo

restando (e fatta salva la libertà individuale di esprimersi nella più

totale libertà)  che la cosa migliore è quelladi rinunciare a queste

forme di esternalizzazione della propria appartenenza scegliendo

motivazioni diverse e meno pericolose per la propria salute.

 
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