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Obbiettivi dell'avis
mercoledý 07 luglio 2004
                     
                      OBBIETTIVI DELL'AVIS

 

In Italia, su una popolazione di 57 milioni di abitanti, il fabbisogno teorico di sangue intero è stimato intorno a 2.284.000 unità per anno e quello di plasma ai 700.000 litri da destinarsi in larga misura alla produzione industriale di plasma-derivati.
A
ttualmente si raccolgono 2.280.000 unità di sangue intero per anno e 250.000 litri di plasma (I dati relativi al fabbisogno di sangue risalgono al 1992 e sono stati forniti dall'Istituto Superiore della Sanità). A livello teorico si può quindi pensare che il nostro Paese abbia raggiunto l'autosufficienza di sangue intero. In realtà esistono dei disequilibri regionali legati a molteplici cause che non consentono l'autosufficienza di ciascuna regione. L'Italia inoltre è ancora gravemente carente nella produzione di plasma.
Ciò significa che è obbligata all'importazione di plasma, in parte semilavorato, da affidare all'industria per la produzione dei plasma-derivati. Ciò crea non pochi problemi. E' noto infatti per il plasma importato la difficoltà di conoscerne la provenienza. Spesso viene raccolto in Paesi dove è ottenuto attraverso la donazione di persone che si sottopongono, per denaro e anche più volte al mese, al prelievo di sangue, in condizioni di salute e igiene ambientali non certo ottimali e con controlli sanitari estremamente carenti.
In Italia a subire una situazione di simile rischio sono gli emopatici, cioè tutte quelle persone che necessitano di emoderivati quotidianamente per continuare a vivere.
Alla luce di quanto detto finora, va evidenziato che l'obiettivo primario di A.V.I.S. è proprio quello di raggiungere l'autosufficienza nazionale per il sangue intero e per il plasma (in base alla normativa dell'Unione Europea che vede l'autosufficienza Nazionale come somma delle autosufficienze regionali).
Tutta l'attività svolta sinora dall'Associazione persegue difatti questo fondamentale obiettivo.
Va anche detto l'A.V.I.S. è impegnata anche nella promozione per il buon uso del sangue, cioè del suo corretto e razionale utilizzo volto ad evitare qualsiasi possibile spreco. Ma non è tutto. L'A.V.I.S. è conscia che per arrivare ad un'autosufficienza nazionale è indispensabile promuovere una forte cultura della donazione del sangue. Il raggiungimento di questo ulteriore obiettivo è per l'A.V.I.S. necessario soprattutto eliminare quei residui tabù culturali ed emotivi che portano automaticamente ad associare il sangue ad un messaggio di morte (incidenti, stragi, catastrofi, ecc.). Il sangue è vita e dà la vita. E la donazione è un dono che di persona verso un'altra persona che ne ha bisogno, ma, come tutti i doni, è necessario che non arrechi alcun danno a chi lo riceve.
Non a caso tutta l'attività di reclutamento svolta dall'associazione per sensibilizzare e "arruolare" nuovi donatori si basa su una forte responsabilizzazione della persona. E' di fondamentale importanza, infatti, riuscire a far capire che da ciascuna donazione dipende la vita di uno o più malati. Chi si presta a tale attività deve quindi essere conscio delle conseguenze che tale gesto avrà sul ricevente.
L'A.V.I.S. infine si è posta e si pone tuttora come partner attivo e propositivo nei confronti del Ministero della Sanità, mettendo a disposizione la propria esperienza per aiutare a colmare quelle lacune culturali e tecnico-burocratiche ancora presenti nel nostro Paese.
 
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